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DATI DEL VIMINALE
Sei violenze sessuali su dieci sono commesse da italiani. Ma come? Non
passa sera che il telegiornale o il Vespa di turno non ci racconti il
contrario. Di un paese, il nostro, invaso di rumeni che stuprano «le
nostre donne». Ora, alzi la mano chi sa quante altre donne hanno avuto la
stessa tragica sorte della quattordicenne violentata al parco della
Caffarella, nell'ultima settimana per mano però di un italiano. Novanta.
Spaventoso vero? E alzi l'altra mano chi ha letto qualcosa sui giornali o
sentito la notizia sulle trasmissioni televisive cosiddette «di
approfondimento». Ecco, se avete ancora le braccia abbassate siete
l'italiano disinformato medio. Ieri il dato ufficiale l'ha fornito il
Viminale. Che potremmo definire come la scoperta dell'acqua calda.
Simonetta Matone, capo di gabinetto del ministro per le Pari opportunità,
(ma più conosciuta come presenza fissa a Porta a porta ogni qual volta si
parla di violenze, crimini efferati e affini) che, durante la tavola
rotonda "Violenza sulla donne" ha sottolineato come «la
stragrande maggioranza di chi commette violenza sessuale, il 60% circa, è
italiano», mentre il 7,8% degli stupri viene commesso da parte di romeni
e il 6,3% da parte di marocchini. «Vicino Roma la percentuale cambia»,
ha sottolineato però la Matone, spiegando che scende «al 48%» la
percentuale degli italiani mentre «la percentuale dei romeni aumenta al
28%». Ma omettendo il perché di questo incremento. Nella capitale,
infatti, la concentrazione di cittadini rumeni è la più alta di tutta la
penisola: 157 mila presenze, pari al 15,5 per cento di quel milione che si
stima si sia trasferito in Italia. Semplice: più presenza rumena e più
alta la percentuale di reati commessi.
Ma tant'è, il messaggio che si vuol far passare rimane immutato: rumeno
uguale stupratore. Prova di questa paura per l'uomo venuto dall'est è un
sondaggio apparso qualche settimana su un giornale. Che alla domanda «Di
cosa avete più paura?», il 69% degli interpellati ha risposto «della
violenza causata dagli stranieri». E poi ci si stupisce se su un muro di
Roma spunta una scritta nera di due metri, con svastica finale, che
recita: «Olocausto rumeno». Mentre a 130 km più giù, a Napoli, lunedì
sera (ma la notizia è uscita solo ieri) un ragazzino di appena dodici
anni è stato avvicinato da un uomo che ha poi abusato di lui. L'autore
della violenza, ricercato in queste ore dalla polizia, è un uomo, dall'età
apparente compresa tra i 40 e i 50 anni, con capelli e barba brizzolati,
italiano. |
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