Rumori di fondo

Laboratorio sul Pinerolese/ ricerca aperta- inviare critiche e contributi a 

pb250947@alpimedia.it

 

la presa di parola di gruppi sociali, di paese, di chiesa: la politica ‘minore’ e le pubblicazioni del Pinerolese dal secondo dopoguerra - autori vari

Ringraziamo coloro che hanno collaborato in vario modo alla ricerca ( a cura de " l'asinistra" ) iniziata in sordina dieci anni fa e ripresa più volte:

  Gianluca Aimaretti, Daniela Alberti,  Leopoldo Armandi, Piero Baral (P.B.), Vincenzo Baraldi, Alberto Barbero, Carlo Baret, Alberto Bassani, Franco Bergoin, Vincenzo Bertalmio,Corrado Bertolotto, Ezio Bertone, Carlo Bianco, Gemma Boaglio, Carlo Borra, Sandro Buffa, Giuseppe Buzzanga, Manuela Cammillotti, Claudio Canal, Giorgio Canal, Tonino Chiriotti, Sergio Coalova, Sandro Conti, Piermario Corino, Carlo Degiovanni, Mario Dellacqua , Isa Demaria, Judith Elliot,  Elvio Fassone , Vittorio Federico, Luigi Fenoglio, Enzo Ferlenda, Paolo Ferrero, Vivina Forgia, Carla Galetto , Emilio Gardiol,  Giorgio Gardiol, Diego Giachetti, Gianpaolo Giordana, Piero Granero, Fulvio Gottero, Consolata Grosso, Vincenzo Guagliardo, Fiammetta Gullo,  Anna Lami , Beniamino Lami, Enrico Lanza, Marc Lazar, Gianni Losano, Gustavo Malan, Alberto Maranetto,  Ezio Marchisio, Angelo Merletti, Giorgio Merlo, Elio Millanesio, Gigi Moine,  Eugenio Morero, Pier Cesare Morero, Giovanni Panosetti, Valter Passet, Valentina Pazè, Bruna Peyrot, Ugo Piton, Severo Piergallini, Valerio Podio, Ada Poet,  Franco Polastro, Andrea Pomini, Roberto Prinzio, Luca Prola,  Raffaello Renzacci, Clelia Roetto, Aldo Rosa, Elvio Rostagno, Piervaldo Rostan, Paolo Sales , Andrea Salusso, Elio Salvai, Sandro Sarti, Moreno Soster, Francesca Spano, Renzo Tessore , Lorenzo Tibaldo, Graziella Tron, ed altri ; si ringrazia la Beidana,  Gioventu’ Evangelica, Vittorio Morero,  l’Eco del Chisone e l’Eco mese, ‘Alias’ per i loro testi. Sono scomparsi alcuni protagonisti, ricordiamo Sandro Buffa e Eugenio Morero che non abbiamo potuto interrogare.

                                             

L’asinistra è la sigla di un collettivo informale composto da alcuni dei reduci del Circolo operaio di None, attivo all’Indesit nei primi anni ’70. Uscirono alcuni lavori come la ricerca sull’assenteismo (1979) e l’opuscolo ‘Il fondo del barile’ sul licenziamento dei 61 della Fiat (1979). La sigla fu ripresa per firmare il giornalino ‘non tutto è valle’ venduto settimanalmente in 140 copie per quattro anni, dal ’90 al ’94 in Val Chisone.

“L’asinistra come suggerisce il nome invita a non illudersi troppo sulle nostre capacità - sinistra vecchia e nuova – e a fare ‘gas piccolo’ evitando le borie da partito. Sovente non siamo molto preparati e, quando ci tartassano troppo, sferriamo qualche calcio poderoso.”

 

Avvertimenti al lettore

 

Questa raccolta di schede e di testi viene ordinata cronologicamente, senza ambizione scientifica.

La prima parte mescola, come detto nel sottotitolo, esperienze locali  anche molto diverse – la politica ‘minore’ e i suoi mezzi di espressione; ricordi sindacali; esperienze culturali, di chiesa, e così via per le varie aggregazioni segnalate nei campi più diversi, fino alla musica giovanile -  lasciando all’appendice approfondimenti vari e alcune schede sui partiti tradizionali e maggiori[1] .

Questi testi vengono affidati al lettore senza che si giunga a una interpretazione storica d’insieme. Non sono uno storico, né un ricercatore, questo lavoro nasce dall’esigenza personale di raccogliere memoria di questi anni, in cui come tanti più anziani ho conosciuto in vari ambienti  compagni di strada o avversari, nel lavoro e nel sociale. Ho avuto esperienze limitate che ora con il contributo di tante testimonianze cerco di arricchire e riordinare. In questi tempi di ripensamenti e di perdita della memoria mi sembra utile permettere intanto di ricordare, e seguire cronologicamente non lo svolgersi degli avvenimenti locali, impresa più ardua che lascio ad altri, ma la comparsa sulla scena locale dei soggetti più o meno organizzati di quello che chiamo ‘rumore di fondo’.[2] 

Un limite ulteriore del libro è dovuto alla quantità e varietà delle schede e alla mancanza, in genere, di dibattito e interazione con i testimoni o gli autori a cui non ho  sottoposto un ventaglio di domande che permettesse, con un lavoro di preparazione più lungo e impegnativo, di approfondire e rispondere alle molte curiosità che resteranno dopo la lettura. Una fra tante: quali sono i motivi individuali e collettivi per cui esperienze nascono e finiscono. Le schede non sono commentate o criticate.

Mi  limiterò a poche considerazioni e qualche interrogativo.

Questa ricerca con tutti i limiti detti è’ forse un’occasione per chi ha tempo e voglia per continuare a studiare questo lungo periodo e approfondire le specificità del nostro territorio - ad esempio sulla rivista ‘La fornace’ che ruppe il silenzio degli anni Cinquanta c’è ancora molto da dire. Su aziende, sindacati e  lavoratori pinerolesi hanno già lavorato, ad esempio Aris Accornero sulla RIV, Giovanni Mottura e Valter Careglio sui tessili,  Lorenzo Tibaldo su RIV, tessili e miniere,  Mario Dellacqua- con tesi sul sindacato pinerolese e Enrica Rochon- sui minatori. Esiste un elenco non completo di tesi sul Pinerolese nel sito http://pinerolo-cultura.sail.it , per lo più sono su periodi precedenti o non toccano gli argomenti di questa ricerca.

Suggerisco inoltre, al fine di introdursi nelle varie vicende del nostro territorio, di iniziare la lettura partendo dai due capitoli - sulla DC e le sinistre pinerolesi - del libro di Vittorio Morero ‘Pinerolo a memoria’,  riportati in Appendice.

La ricerca viene ultimata in un momento interessante, in cui nell’informazione nazionale e nella politica si ridisegnano i rapporti di forza.

Il 2 dicembre 2003, è stata votata la legge Gasparri: 155 sì, 128 no e nessun astenuto: l'aula del Senato approva, dopo un pomeriggio di polemiche infuocate, la riforma del sistema radio-televisivo e della pubblicità. Il Presidente Ciampi non la firma…e la rinvia alle Camere . Berlusconi corre ai ripari con un decreto legge.. Viene definitivamente approvata a fine aprile 2004. In questo periodo il 100% dell’informazione televisiva nazionale maggiore - privata o di stato - è di Berlusconi o della maggioranza, i giornali sono meno omologati  ma pochi li leggono (101 copie vendute ogni mille abitanti)

Nonostante il suo potere nei mass media e in Parlamento il governo Berlusconi pare aver perso molti dei suoi consensi e si prefigura per le elezioni europee un cambio di maggioranza nel paese.

In questo momento cruciale questa ricerca  va a vedere una piccola realtà locale: da un lato cosa è successo nel nostro territorio per quanto riguarda l’informazione minore. La recente morte del direttore del’Eco del Chisone, Vittorio Morero, dopo una direzione di più di trentanni, pone  il problema di come si evolveranno gli equilibri di potere all’interno del settimanale – che è di proprietà della Curia Vescovile, anche se gestito in autonomia da una Cooperativa Sociale.

Dall’altro lato, accanto ai giornali si ricordano anche le organizzazioni politiche e no, soprattutto quelle minori (la nuova sinistra degli anni Settanta e i movimenti ed associazioni più recenti). La predominanza attuale del centrodestra nel paese rende più amaro ricordare cos’erano le sinistre moderate o estreme anche da noi; per molti tutto questo passato non è per niente interessante, non avendolo vissuto, o perché è meglio guardare avanti e indossare abiti nuovi.

Le schede in questa raccolta sono parziali, alcune sono ridotte al minimo - sovente per carenza di collaborazione, altre più complete e con testimonianze personali, alcune sono ‘datate’ e non più aggiornate e bisogna andare di persona a vedere cosa è successo dopo…. Alcuni giornali sono solo elencati, con pochi dati (vedi le due schede ‘ Altre Pubblicazioni’ e ‘ Varie’).  

Inoltre dare pari importanza di spazio a esperienze diverse, alcune di piccoli gruppi, altre di alcuni partiti e sindacati, vuol dire appiattirne la diversa importanza e cogliere solo una minima parte della loro storia… (chiedo scusa, ma osservo che hanno i mezzi finanziari e l’apparato per provvedere se vogliono a scriverla  ). L’intreccio tra schede sulle pubblicazioni e schede sui gruppi che le producono porta infine a una lettura un po’ faticosa, specie per i più giovani lettori, ma è l’unica forma in cui è stato finora possibile raccoglierle.

L’appendice contiene materiale vario che serve a completare o commentare le schede ridotte della prima parte : due capitoli del libro di Vittorio Morero ‘Pinerolo, a memoria’, schede su alcuni periodi dei partiti maggiori, su L’Eco del Chisone e L’Eco delle Valli valdesi, ricordi sul Movimento studenti cattolici, interviste sulla contestazione - de l’Ecomese, scheda su il giornale di Pinerolo e valli, su ‘Il Pellice’, ‘c’era una volta l’Indesit’, un articolo di Repubblica sulla crisi della sinistra, una riflessione sulla lotta armata, ricordi di Sandro Sarti, articoli da ‘Orizzonti aperti, un documento di Agape, il Comitato difesa miniere, , ricordi sul Gruppo Gramsci di Romano Madera, schede su Avanguardia operaia,LC, Pdup,Autonomia. i giornali del movimento,  la musica dal beat all’antagonismo, giornali delle scuole, Stranamore, Niño , tendenze giornali nazionali.

Per una ampia bibliografia sul ’69 e dintorni si rimanda al file sul sito di alpcub:  http://alpcub.com/bibliografia.htm

 

Alcune riflessioni

 

La stampa locale in questa zona è stata molto varia. Nel corso di un secolo si è consolidato L'Eco del Chisone, lasciandosi alle spalle ogni altra pubblicazione locale. Le pubblicazioni della destra non sono state studiate con questa ricerca, è qui riportato un elenco ragionato nella scheda ‘Altre pubblicazioni”. Si vedrà che in zona per tutti gli anni Cinquanta l’unica voce alternativa qui raccolta sarà il 7B del PCI della RIV, poi negli anni Sessanta comincia il risveglio con gli intellettuali de ‘La fornace’.  In certi periodi – con una punta negli anni Settanta-Ottanta,  appare un pullulare di iniziative e  di piccole pubblicazioni, di paese e di gruppo che segnalano la diffusione e il radicamento nel territorio della sinistra ‘giovane’ e no.  Le esperienze di questo periodo che emergono anche con scritti sono sovente di breve durata: di tutta questa effervescenza rimane ben poco. La grande 'maggioranza silenziosa' bene o male intanto trovava nel settimanale cattolico uno spazio per esprimersi e per i propri affari. Non dimentichiamo che il tutto si svolge all’ombra del quotidiano torinese ‘La stampa’, detta popolarmente ‘la busiarda’ che esprime gli interessi del più grande padronato italiano. Il PCI da parte sua inviava corrispondenze al quotidiano nazionale ‘LUnità’.

 

Come si potrà vedere, più volte le varie sinistre presenti sul territorio, fino a metà degli anni Ottanta hanno provato a erodere il monopolio dell’ECO DEL CHISONE, e le destre ci provano ancora. Le sinistre sono quelle che vengono documentate meglio e si può ricordare il 7B, il Pinerolese, 25a ora, il giornale di Pinerolo e valli, Cronache del Pinerolese come i principali strumenti che la sinistra di fabbrica e politica, vecchia e nuova, si è data nel secondo dopoguerra per contrapporre informazione e linea politica all’ECO (inoltre decine di tentativi minori di varia origine qui documentati). Purtroppo la sinistra nel suo complesso non ha creduto abbastanza in se stessa, attrezzandosi a un confronto di lunga durata col settimanale dominante che vantava una presenza quasi secolare. Sono mancati, sembra, un ricambio generazionale, una visione ampia dell’informazione, una tecnica  giornalistica adatta a un pubblico di massa e certamente anche una sollecitazione  adeguata dal basso. Non si tratta solo di scarsità di fondi o di sdegnoso rifiuto della pubblicità.

 

Affiancandosi o contrapponendosi alle sinistre storiche la ‘nuova sinistra’ è stata coraggiosa e generosa a spendersi a cavallo degli anni Settanta-Ottanta sull’inchiesta di fabbrica, a puntare sulle lotte, a cercare una saldatura con gli studenti e i fermenti delle chiese, ma in una fase, che  ancora continua, prima di ripiegamento e poi di frantumazione della classe, ha tirato i remi in barca e abbandonate organizzazioni, gruppi di paese e di fabbrica si è sovente occupata d’altro. I lavoratori in crisi, battuti dalle ristrutturazioni, delusi, non meritavano di essere accompagnati anche in questo percorso dai molti intellettuali che avevano sovente dato loro la voce? Quanti consigli di fabbrica e singoli lavoratori che erano capaci di analizzare e divulgare hanno resistito e continuato a prendere la parola?

Una spiegazione parziale potrebbe nascere dall’analisi accurata della composizione di questa ‘nuova sinistra’ - che pure aveva mirato alto - e della sua capacità di lettura politica, di radicamento. Certo ha decimato la sinistra, tutta, più la delusione – sovente per aver coltivato scorciatoie e illusioni, su di sé e sulla realtà – della repressione. Per molti  dall’entusiasmo si è passati in pochi anni alla crisi e alla rinuncia, al ritorno legittimo alla propria vita privata e di lavoro. Gli anni Settanta-Ottanta nel nostro territorio per fortuna sono stati meno bui che nel resto del paese, pochi sono partiti per la tangente della lotta armata (cinture di Torino).

Mentre si spegnevano le luci della ribalta i movimenti di lotta nelle fabbriche, nella scuola, in molti settori della società, cresciuti negli anni Settanta sono via via  diminuiti nella loro forza – a partire dai luoghi di produzione -  e i sindacati e le forze politiche sono diventate sempre più impermeabili alle istanze provenienti dal basso. A confermare questa caduta di potere basta citare il dato che la quota che va ai profitti del prodotto lordo nazionale è salita al 35,4% nel 2000, mentre era sotto il 28% alla metà degli anni Settanta. Il mercato globale del lavoro sposta manodopera e produzioni, rompendo la catena che legava lo Stato all’individuo,  e porta verso il basso i salari. Quote crescenti di popolazione non riescono ad arrivare a fine mese, come negli anni Cinquanta, e coi cento  lavori precari i diritti dei lavoratori sono in calo continuo, mentre i disoccupati sono  ora ai minimi degli ultimi 10 anni [3], visto che sono una merce a basso costo e senza diritti.

Negli anni Novanta, dopo lo spartiacque dell’89 della caduta del muro di Berlino e il collasso dell’URSS, e per alcuni con il contributo di ‘Tangentopoli’, c’è stata la ‘crisi della politica’, con l’esaurimento dei partiti maggiori DC-PCI-PSI . La politica via via si è  i fatta più accentrata e televisiva. Si realizza il duplice sdoganamento verso il governo dell’ex PCI(Pds) e dei fascisti.

Il PCI ha avuto l’epilogo che conosciamo : l’approdo attuale è un leggero partito  di centro, i Democratici di Sinistra, dopo aver decimato la vecchia struttura organizzativa del PCI mantenendo la maggior parte della vecchia dirigenza.

Destra e centro si sono riorganizzati e ridisegnati - vistoso il sorgere della Lega Nord di Bossi - attirando uno stillicidio di conversioni verso destra di delusi, stanchi, incazzati ecc. La DC si è frantumata in pezzi vari, andati su entrambi i fronti politici, una parte sta  all’interno della ’Margherita’ di Rutelli.

Infine la politica negli ultimi anni  è stata demonizzata in nome dell’Azienda Italia. La destra guidata da Berlusconi, prima nel ’94 e poi nel 2001 ha trovato un ampio, e per i più inaspettato, sostegno di massa, lavorando a colpi  feroci a demolire diritti, stato sociale e Costituzione, in una resa dei conti con mezzo secolo di vita ‘democratica’ del paese. Le esperienze di governi di centro sinistra della seconda metà degli anni Novanta avevano già aperto molte breccie, vedi liberalizzazione delle regole del lavoro, facendosi carico di risanare il paese per ‘farlo entrare in Europa’con pesanti leggi finanziarie. La partecipazione dei cittadini alla politica è sempre più delegata, con una crescita dell’astensione elettorale – che per i più significa passività o critica individuale della politica.  Le manifestazioni nazionali grandiose di questo periodo (pensioni, scuola, contro la guerra in Iraq, contratti nazionali. quelle del movimento NO-Global) si accompagnano all’involuzione sindacale, che  da tempo porta a concertare dall’alto, in nome degli interessi dell’economia ‘nazionale’, negando persino il diritto di votare sui contratti.

Mi  pare conclusa anche nella nostra zona una stagione critica durata cinquant’anni: I DS per quanto riguarda il Pinerolese, hanno visto negli ultimi anni nell’ECO DEL CHISONE una sponda e un interlocutore all’interno dell’Ulivo. Nel nostro territorio  i numeri degli iscritti agli eredi del vecchio PCI si sono ridotti:  i DS sono 100 a Pinerolo - sede c.so Torino 18, 70 in val Chisone e 70 in val Pellice; Rifondazione Comunista ha 90 iscritti nel pinerolese, circolo ‘Ludovico Geymonat’- sede via Bignone 89 , in forte ricambio; il P. dei Comunisti Italiani , sezione ‘Albino Baù’ – una decina - con sede ad Abbadia da poco aperta - via Nazionale 200 (alle ultime Provinciali ebbe nel  collegio di Perosa il 6%, in quello di Pinerolo il 4,5%; alle Regionali ci fu un crollo dovuto alle candidature: 2%). Ci sono poche altre realtà sopravvissute o emergenti, con seguito minore e per quanto riguarda l’informazione di provenienza marxista bisogna affidarsi a materiali prodotti a livello nazionale.

E’ rimasta qualche scheggia più vivace, come Il P. Rifondazione Comunista, il Pinerolese Social Forum che cerca modi nuovi di azione politica adatti ai contenuti su cui riflette; l’ALP-CUB che difende il suo piccolo gruppo di 400 iscritti da quasi dieci anni, cercando di stimolare le lotte, in un difficile rapporto con chi negli altri sindacati ancora le lotte le vuole fare – vedi Fiom; il vivace gruppo cristiano di base vicino a Franco Barbero. Infine un’area poco o non organizzata di individui che mantengono la loro autonomia critica anche se non sembrano disposti a forme di militanza tradizionale. Parte di questa area si esprime nel volontariato, nella solidarietà internazionale, al di fuori di appartenenze politiche omogenee.

 

Ci sono ancora le forze a sinistra per ripensare a forme snelle di informazione che si affianchino, con una voce propria sia pur limitata, all’ECO DEL CHISONE per esprimere valutazioni diverse e notizie non troppo filtrate? Quanti sentono il bisogno di un’informazione che serva a tenere unita nelle sue diversità una area diffusa di persone che ancora si interrogano, si stupiscono , sono curiose?

piero baral 

 

 

        indice

 

 

 

la presa di parola di gruppi sociali, di paese, di chiesa; la politica e le pubblicazioni del Pinerolese dal secondo dopoguerra –

 

indice  cronologico

                                                  

1943-47

Pag. 9

il fuoco

 

9

acli

43-46

12

Il Partito d’Azione

43…

13

Anpi

44-45

16

il pioniere

45..

17

Aned(ex-deportati)

47…     

21

Agape

50-56

15

l’informatore sindacale Cisl

53-70

26

il 7B

 

29

Fim cisl

61…

31

Amnesty International

63-64

32

la fornace

67…

33

il Pinerolese

67

34

Comitato difesa miniere

67

35

Movimento studenti cattolici

67-70

36

25a Ora

67…

36

Gruppo Teatro Angrogna

1968 -78

37

la contestazione

dossier ecomese

68-69

45

Nuova Proposta

69-82

45

Lotta Continua

69-78

46

Il giornale di Pinerolo e valli

69

48

Comitato operai studenti

69…

49

Fgei nelle Valli

70-79

50

Dal Gruppo Gramsci ad Avanguardia operaia

70…

51

CCP(cultura proletaria)

70-76

51

Proletari in divisa

70…

53

Consultorio via dei Mille

 

54

G.donne Perosa

 

56

G.donne S.Germano

 

56

G.donne V.pellice

 

57

donne e Fgei

 

58

G.donne DP

70-80

59

Rivalta rossa

70…

59

Nascita della CGIL-Scuola

70-74

60

scuola popolare

70-72

63

Scuola popolare S.Secondo

70 …

65

Notiziario del Gruppo  

Rinnovamento di Bricherasio

 

65

Agape a Pinerolo

71-75

67

la voce del padrone

71-76

68

il ciclostilato Perosa

72…

71

Orizzonti aperti

72-73

72

bollettino C.O Perosa

72-82…

73

Comitato per la condizione dell’anziano

72…

74

La Valaddo

73…

76

Comunità di base

73-74

77

Collettivo autonomo musicale- CAM

75-76

78

Comitato contro la repressione

75-77

78

Il bollettino- Torre Pellice

75-76

78

Sottopadrone- (Pdup-da fare)

76-77

80

democrazia proletaria

76-90

81

Notiziario del

Comitato di base Cavour

77…

81

Valados Usitanos

77-80

82

Vallecontro

77-78

82

Radio aperta democratica-rad

78-79

84

Alternativa Socialista

78-79

85

Collettivo operaio Fiat Rivalta

79-86

87

cronache del pinerolese

79 …      

88

Comitato Pace - continua nel    P.  Social Forum

79-81

88

g.informazione Fiat-MVP

 

 

 

80-95

89

Cassintegrati Indesit

81 …

93

Spray(Fiat)-fiom

81-87

93

‘La spina nel fianco’-cassintegrati Fiat

81-86

95

Piossasco Cronache

84…

96

RADIO BECKWITH

85-88

97

Impegno sindacale – cisl

85-91

98

Bagnolo notizie

85…

99

La beidana(storia)

85

103

Oratorio S. Domenico

85…

103

I Verdi

86

104

Legambiente

 

105

Grppo di preparazione politica

88…

106

Salaam ragazzi dell’Ulivo

88…

108

FAT(tossici)

88…

108

Il mondo di None

88

109

Alidada (cineforum)

89-94

112

Collettivo 0 a 0

All’inizio

 

<<Intervento sulla Manifattura di Perosa di D.P e poi del PRC>> da fare

90-94

112

non tutto è valle

90-91

112

Per la Palestina

 

113

cgil

91

116

L’altra campana  (extracomunitari)

91

116

Vascello ebbro

92…

117

Gruppo Arcobaleno

92…

118

Val pelis

92-96

119

abBestia (musica)

93-95

120

Per l’Alternativa

94…

120

Stranamore

94-98

121

Associazione culturale ‘la fornace’- Pinerolo

95…

123

ALPcub

95

125

Ragazzi del mondo

95-97

125

Liberazione

95-97

126

Fandonie

96…

127

Uomini in cammino

96…

127

Senza Confini

97….

128

EMERGENCY

99-2002

131

Comitato disoccupati

99…

132

Donne in nero

2000

134

Rifondazione

2001

137

Pinerolese Social Forum

 

139

Circolo Fare nait

 

140

Giornali dei comuni:

ricerca ecomese 2003

 

142

Arci. quarant’anni

2004

142

G(asp)-sito internet

 

 

Le lotte principali nelle fabbriche (da fare)

 

144

Altre pubblicazioni *

 

145

varie schede brevi *

90 ad oggi

148

Gruppi musicali

 

APPENDICE

 

 

La lunga età democristiana- V.Morero

 

La sinistra e le tante sinistre- V.Morero

 

Scheda su l’eco del Chisone- C. Roetto-Beidana

 

Il Pellice. Coisson-Beidana

 

Comitato difesa delle miniere- R.Tibaldo-Beidana

 

Movimento studenti-ricordi vari

 

Dossier eco mese-interviste sul ‘68

 

Documento 1972 Agape- g. evangelica n.20

 

C’era una volta l’Indesit- obr

 

Il giornale di Pinerolo e valli

 

Gruppo Gramsci-nazionale

 

lotta continua-nazionale

 

Avanguardia operaia-nazionale

 

pdup-nazionale

 

Autonomia operaia-nazionale

 

Le riviste e i giornali di movimento- Conricerca

 

La sinistra senza nome- repubblica

 

Le difficoltà di superare la violenza - Guagliardo

 

No al diesel in miniera – da non tutto è valle - ‘91(da sostituire con la scheda le lotte principali nelle fabbriche)

 

Ricordando Sandro Sarti- g. evangelica-n.140

 

Orizzonti aperti

 

Niño- centro sociale autogestito

 

Dal beat al noglobal- alias (da togliere nel libro  per motivi di spazio)

 

I giornalini degli studenti- eco mese2003

Tendenze dei giornali nazionali-liberazione