Oggi e dintorni
RICCARDO BARENGHI – il manifesto 25/04/01

Sette anni fa, oggi, centinaia di migliaia di persone sfilavano a Milano sotto una pioggia torrenziale. Al governo c'erano Berlusconi e Fini e Bossi (che però era anche in piazza) e da quel giorno cominciarono a starci scomodi, al governo. Allora i fascisti non avevano abiurato, anche se si chiamavano missini. Oggi Storace dice che il 25 aprile è una data storica che segna la nascita della democrazia italiana. C'è o ci fa?
Sette anni dopo, oggi, non saranno tante le persone che si faranno vedere in piazza. Speriamo almeno ci sia il sole. Berlusconi e gli altri non sono al governo ma forse o probabilmente ci saranno tra meno di un mese. E' un destino ineluttabile o possiamo metterci le mani?
Finiranno al governo, se ci finiranno, per esclusivo merito loro oppure qualcuno di noi in questi anni gli ha dato un aiuto? Opterei per la seconda ipotesi, ma fare l'elenco di chi e di come sarebbe troppo lungo e noioso. E poi l'abbiamo già fatto, e non una sola volta.
Si torna a parlare di fascisti e li si vedono pure in giro, qualcuno di loro si è anche divertito a metterci una bomba in casa. Ma non si parla solo di questi ragazzoni pelati e violenti, i fascisti o i fascismi aleggiano nel centro-destra. Non lo diciamo solo noi che l'abbiamo sempre detto, oggi lo dicono anche molti dirigenti dell'Ulivo. Ma la sua (dell'Ulivo) legislatura non si era aperta con un discorso di Violante che invitava a comprendere le ragioni dei ragazzi e delle ragazze di Salò?
La paura, come si dice, fa novanta: sono sempre di più gli (ex) irriducibili astensionisti che si concederanno una deroga e voteranno contro Berlusconi e i suoi amici. Sarebbe istruttivo cambiare la legge elettorale almeno per permettere agli elettori di motivare il proprio voto, i leader del centro-sinistra avrebbero abbondante materiale su cui riflettere evitando impropri trionfalismi (in caso di vittoria). In caso di sconfitta, invece, potrebbero trarre utili indicazioni: come comportarsi dal 14 maggio in poi e quali errori (chiamiamoli così) non ripetere per poter sperare di risalire la china.
Nel frattempo, qualche decina di cretini si aggira per l'Italia distribuendo bombe notturne e volantini nelle fabbriche. Sarebbero i nuovi brigatisti, si dicono proletari e comunisti e, guarda caso, si fanno vivi proprio quando Berlusconi denuncia di sentirsi nel mirino del terrorismo. A che gioco giocano, chi sono? E cosa c'entrano col 25 aprile?
Sette anni fa, oggi, quelle persone che si bagnarono a Milano poterono farlo grazie a un'idea che Michelangelo Notarianni scrisse su questo giornale e alla quale l'allora sinistra di opposizione si aggrappò come si fa con un salvagente. Ora Michelangelo non c'è più e noi, pensando anche a lui, festeggiamo il suo giornale che sabato compirà trent'anni. Sperando che la pioggia di questo aprile non ci accompagni anche a maggio.