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 il '7B''la fornace',     XXV ora    , il giornale di Pinerolo e valli   , cronache del Pinerolese , riflessioni


 

<< XXV ora >> 

E' una rivista redatta da un gruppo di studenti e di intellettuali dell'area della contestazione giovanile e del dissenso cattolico. L'iniziativa della pubblicazione nasce all'interno del mondo cattolico tra la fine del '66 e i primi mesi del '67, tant'è vero che il giornale viene originariamente stampato a cura della tipografia Vescovile dei Padri Giuseppini che ne patrocina l'uscita. Dai temi trattati nei primi numeri ( il malessere giovanile, la musica beat come liberazione e rottura) si arriva ben presto all'antimilitarismo, alla denuncia del carattere imperialistico della guerra in Vietnam, alla critica del consumismo e alla condanna delle condizioni di vita nei quartieri-ghetto del centro storico di Pinerolo. La ricerca sociale e la tensione ideale del gruppo si esprime poi nella rivendicazione sempre più radicale di un cristianesimo militante a fianco dei deboli e contro le ipocrisie della Chiesa Ufficiale. Quando alla scoperta di Martin Luther King segue la diffusione del pensiero e dell'opera di Camilo Torres, di Che Guevara e di Mao-Tse-Thung, la rottura con la Chiesa locale diviene insanabile e aperta. Già pubblicato fin dal novembre 1967 con periodicità irregolare con la qualifica di 'periodico degli studenti Pinerolesi', il giornale viene stampato presso la tipografia "Mondograf" di Torino. Così, dal marzo del 1968, le pagine della rivista ospitano gli interventi del movimento studentesco, dibattiti sul rapporto fra il marxismo, la rivoluzione e il cristianesimo, inchieste provocatorie e documentate sui rapporti fra la Chiesa e il potere locale. Nel maggio '68 inizia una articolata serie di servizi su "Capitale e classe operaia nel pinerolese" che porterà i giovani redattori della rivista a contatto diretto con il mondo sindacale e operaio. Sulle pagine di "Venticinquesima ora" trovano posto interviste a operai e documentazioni inedite e stimolanti sulla Riv, la Beloit, la Mazzonis e la Talco e Grafite. L'incontro fra la radicalità studentesca e le ali più avanzate del sindacalismo militante produrrà il travagliato e assai fecondo rinnovamento che romperà positivamente l'immobilità della sinistra sindacale e politica. La relativa sensibilità del mondo cattolico, l'apertura del dialogo e del cammino ecumenico con la Chiesa Valdese, la stessa vivacità attuale della nuova sinistra in quelle zone, trova le sue radici nei dibattiti e nelle elaborazioni comparse su questa rivista tra la fine del '66 e il gennaio del 1979, data della fine delle pubblicazioni. (M.Dellacqua)

Fra i redattori  fra la prima e la seconda serie c'erano Gianni Balcet, Paolo Baral,Piero Bassani, Claudio Bertolotto, Isa Demaria,Claudio Foti, Sandro Giraudo,Fulvio Gottero, Silvio Mondino, Giorgio Piacentino, Piero Sacchetto,Ico Vallillo, Aurelia Priotto,Salvatore Ameduri, Piero Baral, Vincenzo Baraldi,Miki Negro,Elio Salvai, Claudio Canal, Amos Pignatelli, Grado Merlo.

La seconda serie, con un formato più grande, comincia dal n.2 del II anno.

di cui qui le scansioni in pdf

  II/2   Cultura?No, fesserie  6marzo 1968 6,6 MB

  3    Per una università migliore? (la fine della Cattolica?)  25 marzo 1968 -6,9Mb

4-5    Camilo Torres - Il cristiano e la rivoluzione - 30 aprile 1968 - 8,5 Mb

 

6   Capitale e classe operaia - 1   RIV  31maggio 1968- 9,3 MB

7-8   Capitale e classe operaia - 2 la Beloit    31 luglio 1968 - 7,5 mB

9   Capitale e classe operaia - 3 Val Pellice - tessili  30 settembre 1968 .- 7,9Mb

10  1915-18:600mila morti vittime della guerra capitalista -31ottobre 1968 - 6,9 Mb

11-12  Capitale e classe operaia - 4 Talco e grafite -31dicembre 1968 - 7,5MB

III/1-2-3   Il potere nella chiesa locale (1aparte)- 31 marzo 1969  -15,4 MB

IV/1  Il potere nella chiesa locale (2aparte)- 9 gennaio 1970.  20,4 MB


 

Seguì dal 1969-70

Il giornale di Pinerolo e valli

di cui qui le scansioni in pdf

cronache_indesit.htm

 

<<Il giornale di Pinerolo e valli>> ( I serie1969-77, II-1978-lug78)

vedi ampio articolo su  la beidana- 15 settembre 1991

 

Il GPV è stato pubblicato con periodicità quindicinale dal 23.11.69 al 18.12.77.

Abitualmente era "confezionato'' in quattro pagine di formato simil-tabloid. Alcuni numeri in relazione ad argomenti giudicati di particolare rilievo-avevano sei pagine. A partire dal n. 11 del 1977, per difficoltà finanziarie, uscirono soltanto due pagine.

Nel momento in cui alla fine del '77 si annunciava la fine del Giornale (''Si chiude un ciclo" n. 23/7/77), si comunicava altresì che un gruppo di operai dell'Indesit e della Fiat Rivalta intendeva continuare l'esperienza. Tale gruppo in effetti pubblicò 14 numeri del GPV seconda serie fino al 16 luglio '78, dopodichè scelse altri strumenti di comunicazione e di dibattito (ciclostilati, volantini, ecc.

 

La veste'' del GPV rimase sempre molto povera ed essenziale: impagìnazione artigianale, assenza quasi completa di fotografie per l'insostenibilità dei costi dei cliches, rinuncia volontaria alla pubblicità commerciale ed ai possibili introiti ricavabìli per tale via.

 

Perche Il Giornale dI Pinerolo e Valli?

La scelta del nome della testata risponde ad una precisa intenzionalità: la redazione sottolineava la volontà di fare informazione locale, di raccogliere e ritrasmettere esperienze; il ''registro" volutamente basso significava il rifiuto di farsi propagatori di una scelta ideologica unica e definitiva e/o di una qualche " linea giusta" .

ln altri termini il GPV era certo intenzionato a dare le battaglie che credeva importanti, ma non voleva essere il "giornale di battaglia" di un gruppo che si ritensse portatore di una linea complessiva.

 

La redazione.

Il gruppo redazionale non è rimasto stabile negli otto anni dell'esperienza.

Ripercorrendo le manchettes, infatti, si ritrova in tutto una ventina di nomi, nonchè la dizione "un gruppo di operai" (ragioni di prudenza sconsigliavano di esporsi troppo, anche in una " repubblica democratica fondata sul lavoro").

Tra i redattori non operai prevalgono gli insegnanti, ma sono presenti anche studenti ed alcuni professionisti (un tecnico esperto di agricoltura ed un medico nella prima fase, un, architetto nell'ultima). Successivamente attorno al 1971-72 la redazione si modifica con l'ingresso di un nutrito gruppo proveniente dall'esperienza del Movimento Studenti Cattolici" , del movimetlto studentesco, della rivista Venticinquesima Ora.

scheda tratta da La beidana n.15, sett,1991

 

Firmavano il primo numero: Gianni Balcet, Alberto Barbero, Luisella Fornero, Grado Merlo, Renato Pazè, Bartolo Pautasso, Mario Polastro, Corinna Ravera, Elio Salvai; Bartolo Viroglio e un gruppo di operai. Si aggiunsero Vincenzo Baraldi, Carlo Badariotti, Fulvio Gottero, Sergio Pasetto, Mauro Ughetto, Piero Bassani, Giulio Blanc.

Direttori responsabili, prima Ettore De Giorgis e poi Angelo D'Orsi.

La raccolta del giornale è alla Biblioteca di Pinerolo.


Cronache del Pinerolese  (a cura del PCI) (1979-86)

di cui qui le scansioni in pdf

cdpinerolese_cronache_indesit.htm

 

Cronache del Pinerolese

 

 

 

Nel 1978, in sostituzione del precedente notiziario “Il Pinerolese” che veniva pubblicato soltanto saltuariamente, in genere in occasioni di momenti nei quali era importante la comunicazione e che veniva distribuito gratuitamente, è iniziata la pubblicazione del settimanale “Cronache del Pinerolese” venduto regolarmente in edicola. A differenza di altre iniziative giornalistiche di Pinerolo (ad esclusione ovviamente de “L’Eco del Chisone”, che hanno avuto una vita assai breve, Cronache del Pinerolese fu pubblicato per ben 11 anni fino al 1989. Trattandosi di un giornale povero che veniva scritto da parte di compagni, iscritti e non iscritti, per lo più senza esperienza giornalistica, una vita così lunga è da ritenersi frutto di un impegno quanto mai faticoso. La scarsezza poi delle inserzioni pubblicitarie rendeva assai precaria la situazione economica.

Purtroppo nella seconda metà degli anni 80, quello che è stato chiamato “riflusso” e che per alcuni non è stato altro che un venire meno della moda di essere di sinistra, ha comiciato a penalizzare il giornale che nel 1989 ha finito per cessare le pubblicazioni.

Difficile per chi ne è stato coinvolto dire se Cronache del Pinerolese abbia avuto un ruolo propositivo politico e culturale di rilievo. Sicuramente ha dato visibilità al partito e ha rappresentato un momento di aggregazione e di impegno per molte persone orientate a sinistra. Forse in un determinato momento ha anche fatto capire come un partito fosse in grado di catalizzare l’impegno delle persone più di quanto non fossero capace di fare la vasta area che viene indicata con il termine di società civile.

Cronache è stato progettato alla fine del 1978 ( si ricorda che in quell'anno chiuse "Il giornale di Pinerolo e valli") e avviò le pubblicazioni nel gennaio 1979. Direttore responsabile era Alberto Barbero che lo seguì fino alla fine , nel 1989. Era un giornale promosso dal Pci e vedeva la collaborazione di varie persone. La redazione, tutta di volontari: Giovanni Ayassot, Danilo Rivoira , Claudio Bertalot, Umberto Callà, Carmen Pari, Liliana Rasetti, Gianni Losano, Riccardo Vercelli per le fabbriche. Sandro Buffa era amministratore ed editore e curava la SEIP ( agenzia per la pubblicità). Tiratura media 2500 copie la settimana.

Il contenuto era di cronaca della società e dalle fabbriche e aveva anche una redazione sportiva. Aveva pubblicità a pagamento e si è retto sugli abbonamenti, le vendite e il contributo annuale del Pci di zona. Usciva settimanalmente con quindici giorni di sospensione nelle ferie. In media aveva 8 pagine, talvolta 12, stampato alla Tipografia Subalpina di Torre Pellice:

Alberto Barbero –Gianni Losano