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Ciclostilato ALP/CUB
Associazione
lavoratrici e lavoratori Pinerolesi, affiliata alla Confederazione unitaria di base
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mercato:vocabolario
216. I PADRONI DEL
GIOCO
Che cosa vogliono i
padroni? Semplicemente, vogliono tutto: è sempre stato
vero, ma oggi, nellera del neoliberismo e della
"rivoluzione" capitalistica, questa verità sta
acquistando, giorno dopo, una forza relativamente
inedita. La Fiat, come spesso è accaduto, è il luogo
della prova generale: con uno scontro totale sulla
flessibilità, la precarietà e il governo illimitato
della forza lavoro. Da Corso Marconi, il modello si
generalizza in un lampo: guardate il drastico NO con il
quale Federmeccanica boccia le richieste sindacali,
giudicando "inaccettabile" la proposta di un
aumento salariale di 135 mila lire (lorde) mensili.
Scorrete il "piano per il Paese" preparato da
Confindustria. Pensate alla rottura della trattativa alla
Zanussi, per la prima volta da quasi dieci anni a questa
parte, su 246 "esuberi". E anche in una
piccola miniera delle valli valdesi si cacciano via i
contrattisti, per sostituirli con lavoratori (polacchi)
meno "costosi" e ancora più ricattabili. In
buona sostanza: il padronato va sferrando la sua sfida
"totale". Totale perchè investe i
fondamenti stessi della civiltà del lavoro: cioè i
diritti e le garanzie essenziali, il salario, il tempo,
la certezza di un contratto. RinaGagliardi su
Liberazione 9/02/01
Che cosa dice ALP/CUB
Che cosa dice ALP.
Luzenac :oltre la
lotta in difesa dei compagni di lavoro è in gioco il
futuro della miniera. Si sta muovendo anche il sindacato
delle altre categorie in vista di una lotta più ampia.
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brevi dalle
fabbriche
>>>uranio
impoverito
>>>Biella
la strage continua
>>>Sciopero
spontaneo alla Fiat
>>>Dove
è finito il salario?
>>>il
voto sul contratto alle Poste
>>>sciopero
alla Tirrenia
>>>Direttivo
ALP il 15/02/01 al Muncipio di Pomaretto ore 17,30 sulla
LUZENAC
| >>>Luzenac
Val Chisone in sciopero Martedì 6
febbraio, un minatore in contratto
formazione lavoro non viene confermato.
Sono arrivati 12 minatori polacchi con
contratto a termine di 1 anno ed ora la
direzione non intende riconfermare anche
gli altri contratti f.lavoro in corso -
per ridurre il personale a tempo
indeterminato. I minatori del secondo
turno si fermano alle 15, dopo un'ora di
lavoro, e lo sciopero prosegue per tutti
i tre turni. La mattina del 7 in miniera
assemblea di tutti e tre i turni con gli
operatori sindacali della Fulc. Si decide
di continuare lo sciopero- Al
pomeriggio incontro in Sede a Malanaggio
con la direzione che nel frattempo ha
motivato la sua decisione con un
comunicato in bacheca. Una trentina di
minatori scendono a Malanaggio ed
aspettano davanti alla Sede l'esito della
trattativa. Le RSU e la Fulc dopo alcune
ore interrompono le trattative e viene
dichiarato sciopero anche per lo
stabilimento/ con risultato deludente. Giovedì
8, terza giornata di sciopero,
consiglio di fabbrica in Municipio a
Perosa e assemblea di tutti i lavoratori
Luzenac sempre in Municipio alle 18. Si
presentano solo i minatori ed alcuni
delegati di altre aziende. Viene
deciso di continuare lo sciopero e di
organizzare assemblee nello stabilimento
di macinazione per lunedì pomeriggio.
Venerdì 9 la direzione chiede un
incontro per le 14 'per comunicazioni' e
ripete le sue posizioni drammatizzando la
situazione. Il sindacato risponde che la
decisione sulla lotta spetta ai minatori
. Si organizza una nuova assemblea per
lunedì 12 febbraio ore 10 -
La
direzione il 9 emette un comunicato in 8
punti, inviato anche ai Sindaci in cui
dice di aver fatto la sua parte
predisponendo macchinari e personale,
chiede l'applicazione del contratto sugli
orari rimasto da firmare nel 2000 e si
dice disposta a riassumere il licenziato
e a confermare gli altri se meritevoli.
Rifiuta il 'ricatto' sindacale di
ritirare prima il licenziamento e
confermare i contratti in corso e
minaccia di disimpegnarsi se non si cerca
l'accordo. Conclude che non metterà in
CIG a zero ore stabilimento e sede dal 12
febbraio come aveva minacciato in
trattativa, in segno di buona volontà.
La sera del 9 però la direzione
organizza un tamtam invitando le
maestranze di Malanaggio ad andare
all'assemblea sindacale di Perosa -convocata
per i minatori e lavoratori in lotta.
Il 12
alle 10 si presentano così per
partecipare allassemblea a Perosa
vari lavoratori del Malanaggio ma i
minatori li invitano a rispettare il
calendario in bacheca che fissa le loro
assemblee per lo stesso giorno dalle13
alle 14, dalle 14 alle 15 e dalle 22 alle
23. L'assemblea di lotta di Perosa
organizza le prossime iniziative, con
l'obiettivo immediato di un attivo
intercategoriale dei delegati per
sostenere i minatori nella vertenza. Le assemblee di
Malanaggio non danno una indicazione
precisa di adesione allo sciopero che
resta comunque dichiarato per tutta la
Luzenac. Sarà articolato in modo diverso
a Malanaggio per tentare di superare le
incertezze ,una annosa divisione e
incomprensioni varie. Cè chi
sostiene che a Perosa cè stato la
mattina un dispetto ai
lavoratori dello stabilimento e non una
iniziativa antinsindacale della direzione
come noi pensiamo.
Si apprende in seguito che
era stata la Fulc di propria iniziativa
ad avvertire - non i delegati di
Malanaggio ma la direzione - che
l'assemblea di Perosa era aperta a tutti.
I minatori non erano stati consultati ,
infatti avevano prenotato una sala
inadeguata ad accogliere tutti.
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Comunicato Fulc-RSU-8/2/2001
comunicato
Alp/CUB-9/2/2001
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